#IoNonTiAbbandono

Campagna 2025 #IoNonTiAbbandono
-Segnalaci Casi Sospetti-

Partita la Campagna 2025 #IoNonTiAbbandono. Il Partito Animalista Italiano con il suo ufficio legale, guidato dal presidente avv. Cristiano Ceriello, ha avviato la Campagna che mira ad ottenere segnalazioni, anche anonime, su abbandoni e maltrattamenti sui più deboli della nostra società. Come? Basta Compilare il Forum anche in forma anonima.

* Ideale però darci una mail (potete anche crearne una per il caso) al fine di essere ricontattati per maggiori chiarimenti.

** Maggiori sono i dettagli che ci fornirete, più semplice sarà poter sapere come e dove intervenire.

Ulteriori informazioni sul sito del partito animalista italiano www.partitoanimalista.org

Dal 1 luglio 2025 è reato legare un cane alla catena

Finalmente, l’uso antico di tenere i cani legati in catene è considerato inaccettabile dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma fino a questo momento la normativa non era uniforme: si è andati avanti a colpi di deroghe regionali e locali, che ammettevano ancora questa pratica, giustificandola per varie ragioni. Ora con l’entrata in vigore dal 1° luglio 2025, della Legge 6 giugno 2025, n. 82, si stabilisce un divieto totale e valido su tutto il territorio nazionale di tenere i cani legati alla catena, senza eccezioni, fatte salve alcune situazioni particolari da valutare caso per caso, comunque per esigenze sanitarie o di sicurezza, comprovate da un veterinario e dalle autorità preposte.

La nuova norma in vigore dal 1° luglio 2025 è chiarissima: d’ora in poi, in base all’art. 10, è espressamente vietato tenere i cani legati alla catena «o a qualsiasi altro strumento di contenzione che ne limiti la libertà di movimento in modo continuativo». Il divieto non riguarda soltanto i cani, ma più in generale tutti gli animali d’affezione, si applica anche a chi è «detentore temporaneo» dell’animale, anziché proprietario effettivo.

E’ anche una riforma culturale oltreché giuridica, che si attendeva da molto tempo, per cambiare il modo in cui l’uomo si relaziona con gli animali, finalmente considerati non più “oggetti”, bensì esseri senzienti”, capaci di provare sentimenti e sofferenze, diventando soggetti meritevoli di tutela da parte della legge.

Importanti sanzioni amministrative sono state introdotte, come ad esempio, per chi tenga il proprio cane legato alla catena:  multe comprese tra  500 e 5.000 euro per ciascun esemplare.

Potrà essere sanzionato anche un singolo episodio isolato, senza dover dimostrare come nel passato, sofferenze prolungate inflitte all’animale o limitazioni eccessive nei movimenti dovute ad una catena troppo corta. Sono state inasprite anche le pene per il maltrattamento di cani o di altri animali rafforzando la tutela ad ampio raggio.

Nei casi più gravi tenere un cane legato alla catena non costituisce più un illecito amministrativo, ora diventa reato di maltrattamento degli animali: punito con la reclusione fino a 2 anni con multe da 5.000 a 30.000 euro.

La detenzione del cane alla catena, soprattutto se avviene per lunghi periodi, è considerata una forma di maltrattamento che lede il benessere fisico e psicologico dell’animale, provocandogli sofferenze, quindi, diventa punibile penalmente.

Se l’animale dovesse morire, il responsabile incorre nel reato di uccisione, che prevede da 6 mesi a 4 anni di reclusione e multe fino a 60.000 euro, che raddoppiano nel caso di sevizie. Tutte le pene introdotte dalla nuova legge, potranno essere aumentate fino a un terzo se i fatti sono commessi in presenza di minori, coinvolgono più animali o vengono diffusi online (ad esempio, con alcuni video pubblicati sui social).

Tutti questi reati contro gli animali sono procedibili d’ufficio, quindi, potranno essere perseguiti direttamente dalle autorità, senza il bisogno di una denuncia o di una querela promossa da privati. Sempre meglio, fare una segnalazione o un esposto agli organi preposti, in modo da attivare il più presto possibile, gli interventi a tutela dell’animale che soffre.

Le segnalazioni dei cittadini di cani tenuti alla catena o di altri casi di maltrattamento di animali sono fondamentali per poter individuare i trasgressori: l’onorevole Brambilla che ha proposto la legge, ha sottolineato l’importanza della vigilanza civile oltre all’azione delle forze dell’ordine, affermando più volte: “Bisogna segnalare, segnalare, segnalare”.

L’auspicio della parlamentare, si affida alla corretta ed efficace applicazione delle nuove norme: “Grazie alla sensibilità degli italiani, questi reati non passeranno più sotto silenzio”.

Dal 1 luglio 2025, permanendo il divieto assoluto, chiunque di noi dovesse vedere un cane legato alla catena, potrà scattare alcune foto o realizzare dei video che mostrino chiaramente il cane legato e le condizioni precarie in cui si trova ( assenza di cibo ed acqua, esposizione prolungata al sole o alle intemperie, stato di abbandono e di incuria, igiene precaria, etc.) segnalando il più presto possibile il fatto alle autorità competenti (Polizia Locale, Carabinieri Forestali, servizio veterinario dell’ASL territorialmente competente). Si potrà anche presentare un esposto denuncia individuale per tali fatti, allegando le prove raccolte.

Importante: giusto documentare con fotografie e filmati, ma sempre da un luogo pubblico o quantomeno  visibile dall’esterno (dalla strada, da un marciapiede, dalla finestra di casa), mai introdursi fisicamente in ambienti privati altrui, perché si potrebbe incorrere nel reato di violazione della privacy o in altri reati, quali la violazione di domicilio. Ad esempio, è consentito scattare foto di un giardino privato, purché l’animale tenuto alla catena sia visibile dall’esterno del giardino stesso.

“senontiportononparto” campagna della Polizia di stato contro l’abbandono degli animali

La valigia è simbolo di vacanza, un viaggio al mare o in montagna, la visita di una città alla scoperta di patrimoni storico-artistici. Un peso che molte persone amano portarsi dietro per ciò che di bello e spensierato rappresenta. Poi ci sono quelli che per andare leggeri in viaggio, lasciano ai bordi della strada ciò che è divenuto improvvisamente un “peso”. L’abbandono degli animali d’affezione si ripete ogni anno e con maggiore frequenza durante i mesi estivi. La Polizia di Stato è impegnata nel prevenire e contrastare questo fenomeno triste e indegno con la campagna #senontiportononparto che prende il via con il primo esodo da bollino rosso sulla rete autostradale previsto nel prossimo fine settimana. L’abbandono di animali è un reato: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”. Le strutture turistiche che accolgono noi e i nostri migliori amici sono sempre più numerose sia in Italia che all’estero mentre chi è impossibilitato a viaggiare in compagnia, può decidere di lasciarli nelle tante pensioni per animali pronte a ospitarli su tutto il territorio nazionale. La Polizia stradale ricorda a chi sceglie di viaggiare in auto con il proprio animale di tenerlo nelle apposite gabbie e contenitori o nel vano posteriore avendo cura di separarlo con una barriera dal resto dell’abitacolo. È opportuno infine fare numerose soste, tenere l’animale all’ombra e dargli spesso da bere. Se durante i vostri viaggi, vi capitasse di vedere un cane abbandonato o qualcuno che lo stesse abbandonando non esitate a chiamare il Numero unico europeo di emergenza 1.1.2 o il numero 113 di soccorso pubblico d’emergenza della Polizia di Stato. Ogni animale domestico lasciato in strada, può diventare dolorosamente causa di sinistri stradali anche mortali. Ricordate #senontiportononparto e buone vacanze a tutti.

(Dal sito della Polizia di stato, autore Leonardo Bruno).

Dichiarazione Universale dei Diritti Animali(1975)

 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale

PREMESSA

Considerato che ogni animale ha dei diritti;
considerato che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’ uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali;
considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo;
considerato che genocidi sono perpetrati dall’ uomo e altri ancora se ne minacciano;
considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è legato al rispetto degli uomini tra loro;
considerato che l’educazione deve insegnare sin dall’infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.

SI PROCLAMA:

Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3
a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli; b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, nè angoscia.

Articolo 4
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’ uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6
a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevità’; 

b) l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’ animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione; b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9
Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà’ e dolore.

Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’ uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.

Articolo 11
Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12
Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie; 

b) l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13
a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto; b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.

Articolo 14
a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo; b) i diritti dell’ animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

Lo spirito della D. U. D. A.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Animale è stata proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’UNESCO a Parigi. Il suo testo è stato redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali di protezione animale. Tale Dichiarazione costituisce una presa di posizione filosofica riguardo ai rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie. All’alba del XXI secolo essa propone infatti all’uomo le norme di un’ ETICA che dovrebbe essere fermamente e chiaramente espressa nel mondo attuale, già così turbato, minacciato di distruzione e nel quale violenza e crudeltà esplodono in ogni istante.

L’ EGUALITARISMO della “Dichiarazione” deve essere ben compreso: l’affermazione dell’art. 1: “Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza “non esprime un’eguaglianza di fatto tra le specie, ma un’eguaglianza di diritti, non nega cioè le evidenti differenze di forme e di capacità esistenti tra gli animali, ma afferma il diritto alla vita di tutte le specie nel quadro dell’EQUILIBRIO NATURALE.
L’ uomo, nel corso del tempo, ha stabilito un codice di diritti relativi alla propria specie; ma, nei confronti dell’universo, non dispone di alcun particolare diritto. L’uomo è, in effetti, una delle specie animali terrestri, e una delle più recenti comparse sulla terra. La Vita non appartiene alla specie umana, l’uomo non è né il creatore né il detentore; la vita appartiene tanto all’insetto che al pesce, tanto al mammifero che all’uccello.
L’ uomo ha invece creato nel mondo vivente una gerarchia arbitraria che non esiste in natura, tenendo conto solamente della propria utilità.

Questa gerarchia antropocentrica ha condotto allo SPECISMO, che consiste nell’adottare un atteggiamento differente secondo le specie, nel distruggerne alcun proteggendone altre, nel dichiarare che certe specie sono “utili”, altre “nocive”, o “crudeli”. Per causa dello SPECISMO alcuni proteggono il cane e il gatto, mentre non si preoccupano degli animali selvatici imprigionati negli zoo, oppure proteggono le aquile e perseguitano le talpe.
Per specismo si è riservata “l’intelligenza” all’uomo e si è concesso “l’istinto” all’animale. Lo specismo ha anche indotto l’uomo a ritenere che l’animale non soffrisse come lui, per poterlo usare e sfruttare Come il “razzismo”, che nega a certi uomini quei diritti che altri uomini si attribuiscono, si può definire un CRIMINE CONTRO L’ UMANITA’, così lo “specismo”, che stabilisce una gerarchia di diritti nel mondo, è un CRIMINE CONTRO LA VITA .
I principi della “Dichiarazione” aiutano l’ umanità a ritrovarsi in armonia con l’universo. Non hanno certamente lo scopo di far regredire l’uomo alla vita primitiva, ma tendono a indurlo al RISPETTO PER LA VITA , perché l’uomo ha il DOVERE, per il bene di tutta la COMUNITA’ BIOLOGICA alla quale APPARTIENE e dalla quale DIPENDE, di rispettare la Vita in tutte le sue forme.

La D.U.D.A. proponeva nel 1978 regole di comportamento umano nei vari settori in cui l’uomo si incontra e/o si scontra con la natura e gli animali:
– rispetto per gli habitat e per gli animali selvatici (quindi rinuncia o riduzione di caccia e pesca);
– rinuncia all’uso di animali per divertimento o pseudocultura (zoo e circhi);
– rinuncia all’addomesticamento autoritario di alcune specie:
a) per fini alimentari (allevamenti intensivi, trasporti, macellazioni)
b) per fini commerciali e sportivi (cani, gatti, cavalli e altri animali)
c) per l’abbigliamento (animali da pelliccia);
– rinuncia all’uso di animali per la ricerca biomedica, industriale, cosmetica, didattica, etc.;
– rinuncia ai maltrattamenti, alle crudeltà, agli abbandoni di animali domestici;
– rinuncia all’uso, alla tortura, all’uccisione di animali a scopi di divertimento (corride, combattimenti di cani, rodei, corse, feste sadiche, ippica)

L’ ETICA BIOLOGICA della “Dichiarazione” non ha certo lo scopo di far dimenticare la lotta contro la miseria dell’uomo, contro la fame, la guerra, la tortura, l’egoismo, ma induce l’umanità a ritrovare il suo posto tra le specie viventi e ad integrarsi in un nuovo equilibrio naturale, condizione fondamentale per la propria sopravvivenza .
Ciò significa che la specie umana deve modificare il suo modo di pensare per rinunciare progressivamente alla sua attitudine antropocentrica, come ad ogni comportamento zoolatrico, per adottare un comportamento BIOCENTRICO fondato sulla tutela della Vita. In questo senso la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale è una tappa importante della cultura umana.

Significato ecologico del documento

Alla luce dei più recenti studi della moderna biologia la “Dichiarazione” propone le norme di un’ etica fondata sul diritto all’esistenza di tutte le specie, nel quadro dell’equilibrio naturale. Ne deriva per l’uomo il dovere di rispettare la Vita in tutte le sue forme nel rispetto dell’UNITA’ e, al tempo stesso, della DIVERSITA’ degli esseri viventi; ne deriva ancora l’impegno ad una lotta pacifica ma ferma per ridurre ed eliminare la sofferenza, la tortura, la distruzione nell’ambito della comunità biologica a cui l’uomo appartiene e dalla quale dipende.

Ogni specie, ogni individuo contribuisce, con la sua originalità, ad assicurare la stabilità dinamica della biosfera e dunque la sopravvivenza di tutti i suoi componenti. Ogni specie, ogni individuo possiede dunque DIRITTI NATURALI ad un’esistenza degna. La specie umana ha invece iniziato un’autoritaria gestione dell’economia biologica, gestione che è assicurata da una continua gerarchizzazione delle specie e degli individui, riferita esclusivamente alle possibilità di un gruppo culturale usato come unità di misura.
L’addomesticazione totalitaria della Natura da parte dell’uomo è avvenuta a prezzo di sofferenze, distruzioni e uccisioni di specie ed individui fino a minacciare d’estinzione l’Evoluzione e l’esistenza di tutta la biosfera.
Poiché l’uomo ha superato il limite oltre il quale l’equilibrio naturale può essere definitivamente sconvolto, con danno irreversibile anche per la specie umana, è necessario limitare quei diritti sul mondo che l’uomo si è sconsideratamente arrogato.

Tale documento è quindi una proposta operativa per un impegno di vita che si realizzi nel rifiuto del consumismo, dello spreco, dello sfruttamento e nella gestione equa delle risorse, nella scelta di beni essenziali nel rispetto dell’equilibrio biosferico sia nel settore produttivo che in campo scientifico, culturale e del tempo libero.
Sul piano giuridico la Dichiarazione indica una strada per il riconoscimento e la tutela dei diritti dell’animale considerato non in relazione al possesso, all’affetto o all’utile ecologico dell’ uomo, ma come soggetto, individuo, portatore di interessi vitali.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, redatta dalla Lega internazionale dei diritti dell’animale, è stata presentata a Bruxelles il 26 gennaio 1978 e sottoscritta da personalità del mondo filosofico, giuridico e scientifico; successivamente è stata proclamata a Parigi presso la sede dell’UNESCO, il 15 ottobre 1978, presenti Remy Chauvin, etologo e scrittore, Alfred Kastler, premio Nobel per la fisica, S.E. Hamza Boubakeur, rettore dell’ Istituto Mussulmano della Moschea di Parigi, il prof. Georges Heuse.
La delegazione italiana era costituita dalla dr. Laura Girardello, dal dr. Giovanni Peroncini, dal prof. Mario Girolami e dalla prof. Clara Genero.

10 dicembre, giornata internazionale dei diritti animali, in Italia resta l’emergenza randagismo e abbandoni

Un interessante articolo di Marta Duò, in occasione della giornata internazionale degli animali(G.N.)

Giornata mondiale dei diritti umani e degli animali: in Italia è emergenza randagismo e abbandoni

Il 10 dicembre si celebra la Giornata Internazionale dei diritti degli animali: in questa occasione, ecco quali sono i dati relativi all’abbandono di animali e al randagismo nel nostro Paese.

Il 10 dicembre si celebra anche la Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali, in parallelo con quella per i Diritti degli esseri umani. Ecco come nasce questa ricorrenza e quali sono i dati in Italia relativi al benessere degli animali e al rispetto dei loro diritti.
Nel 1998, 50 anni dopo l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’associazione animalista britannica Uncaged, ora Centre for Animals and Social Justice, aveva deciso di proclamare una Giornata per celebrare anche i diritti degli animali.
La Dichiarazione universale dei diritti degli animali esiste ed è stata depositata all’Unesco il 17 ottobre del 1978. Si tratta tuttavia di un documento privo di valore giuridico, che fornisce però delle linee guida etiche e morali sul rispetto degli animali. La Dichiarazione conta 10 articoli che ribadiscono come tutti gli animali abbiano gli stessi diritti e che la loro vita vada rispettata. Inoltre, precisano che nessuno essere vivente dovrebbe essere sottoposto a trattamenti o azioni crudeli. Nella Dichiarazione si sottolinea anche l’importanza dell’educazione al rispetto degli animali tra i cittadini e, soprattutto, nelle scuole.
Diritti degli animali, il problema dell’abbandono e del randagismo in Italia
Tra i problemi più gravi che affliggono anche l’Italia e che mina il benessere degli animali ci sono quelli dell’abbandono e del randagismo, spesso concausa uno dell’altro. Secondo LAV, il picco di animali abbandonati si ha nel periodo estivo e raggiunge vette del 25-30%, spesso in concomitanza con la partenza per le vacanze. In più, si stima che il 30% dei cani sia abbandonato subito dopo l’apertura della stagione venatoria. LAV stima una media di 80.000 gatti e 50.000 cani abbandonati ogni anno.
Più dell’80% di loro corre il rischio concreto di morire di incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti.

Quali sono i dati sul randagismo Regione per Regione

I dati sul randagismo sono invece comunicati ogni anno dalle Regioni e Province Autonome al Ministero della Salute. In particolare, gli Enti devono indicare il numero di ingressi nei canili, cioè il numero di animali vaganti che sono catturati sul territorio, ma anche il numero dei cani dati in adozione e il numero di gatti sterilizzati nell’anno dal Servizio Sanitario Nazionale.

Le Regioni hanno inoltre l’obbligo di sentire le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, e adottare un programma di prevenzione del randagismo con interventi di informazione, anche nelle scuole, e corsi di formazione per chi opera nei servizi veterinari. Regione per Regione, ecco alcuni dati relativi agli ingressi nei canili sanitari e nei canili rifugio, aggiornati al 7 ottobre 2021: in Abruzzo si parla di 5.271 animali; in Basilicata di 4.298; nella Provincia Autonoma di Bolzano gli ingressi sono stati 322; in Calabria 3.124; in Campania 14.055; l’Emilia-Romagna ha comunicato 7.771 ingressi; il Friuli-Venezia Giulia 2.166; il Lazio 13.325; la Liguria 1.360; in Lombardia sono stati segnalati 12.785 ingressi; nelle Marche 3.392; in Molise 1.200; in Piemonte 11.803; in Puglia 10.542; in Sardegna 5.821; in Sicilia sono stati riportati 4.956 ingressi; in Toscana 7.647; nella Provincia Autonoma di Trento 253; in Umbria 2.253; in Valle d’Aosta 281; in Veneto 6.541.
In totale si tratta di 118.857 ingressi nei canili nel 2020.

Le altre giornate dedicate agli animali, domestici e non

Il benessere e la tutela degli animali sono argomenti così importanti da aver dedicato loro altre giornate oltre al 10 dicembre.
Il 4 ottobre, nel giorno di San Francesco d’Assisi protettore degli animali, si festeggia il World animal day. Il 24 aprile è invece dedicato agli animali da laboratorio e il 18 agosto si celebra la giornata internazionale degli animali senza una dimora.

(Marta Duò, theSocialPost.it, 10 dicembre 2021)