Rapporto sullo stato della natura

Ogni sei anni, gli stati membri sono invitati a riferire alla Commissione europea in merito alle dimensioni e alle tendenze delle popolazioni di uccelli (articolo 12 della Direttiva Uccelli) e allo stato di conservazione e alle tendenze degli habitat e delle specie (articolo 17 della Direttiva Habitat) all’interno del loro territorio. La Commissione, con l’aiuto del centro tematico per la biodiversità dell’EEA riunisce tutti i dati al fine di vedere come sta ciascuna specie e habitat a livello biogeografico e nell’intera UE. I lavori sono arrivati ora ad un buon punto per la preparazione dell’ultimo Rapporto sullo Stato della Natura per il periodo di riferimento 2013-2018. Sia la relazione tecnica dettagliata della EEA sia la sintesi della comunicazione della Commissione saranno presentate durante la Green Week di ottobre. Ma gran parte dei dati è già disponibile al pubblico. Ciò include una serie di dashboard online che presentano alcuni dei risultati per ciascuno degli Stati membri e valutazioni di singole (o gruppi di) specie e habitat a livello UE, regione biogeografica e Stato membro.

Web page sullo stato della Natura: https://bit.ly/3dk0nz0

 dashboard online: https://bit.ly/3egExxV;    https://bit.ly/2YkDdVf

Dal 20 al 22 ottobre si terrà la “green week” europea

A causa della crisi COVID-19, la “green week” la settimana verde di quest’anno è stata rinviata al 20-22 ottobre a Bruxelles. A seguito della recente adozione della nuova “Strategia sulla Biodiversità” per il 2030 dell’UE, l’evento offrirà l’opportunità di ripensare il nostro rapporto con la natura, esplorare i modi in cui possiamo cambiare le attività che accelerano la perdita di biodiversità e la più ampia crisi ecologica e valutare le implicazioni per la nostra economia e società. I  seminari previsti metteranno in evidenza, in particolare, il contributo che la biodiversità può apportare alla società e all’economia e il ruolo che puo’ svolgere nel sostenere e stimolare la ripresa economica dell’Europa in un mondo “post-pandemico”. La Green Week di quest’anno, rappresenterà anche una tappa fondamentale sul cammino verso la “Conferenza delle Parti” (COP 15) della Convenzione sulla Diversità Biologica, ora prevista per il 2021, dove i leader mondiali adotteranno un piano d’azione decennale per la biodiversità: un nuovo accordo globale per la natura e le persone.

(info: https://bit.ly/3hFvhFw)

Le strategie della UE sulla biodiversità per il 2030

La Commissione europea ha  adottato la nuova strategia della UE sulla biodiversità per il 2030 e un piano d’azione associato. Un piano completo, ambizioso e a lungo termine per proteggere la natura e invertire il degrado degli ecosistemi:

 esso mira a mettere la biodiversità in Europa su un percorso di ripresa entro il 2030 con benefici per le persone, il clima e il pianeta.  È anche la proposta per il contributo dell’UE ai prossimi negoziati internazionali sul quadro globale della biodiversità post-2020.

Nel contesto post-COVID, la Strategia per la biodiversità mira a rafforzare la resilienza delle nostre società a minacce future come gli impatti dei cambiamenti climatici, gli incendi boschivi, l’insicurezza alimentare o le epidemie di malattie, anche proteggendo la fauna selvatica e combattendo il commercio illegale di animali selvatici.

Una parte fondamentale del Green Deal europeo , la strategia per la biodiversità sosterrà anche una ripresa verde a seguito della pandemia.

 

Elementi principali della Strategia per il 2030

La strategia contiene impegni e azioni specifici da realizzare entro il 2030, tra cui:

  • Istituire una rete più ampia di aree protette a livello dell’UE sulla terra e in mare , basandosi sulle aree Natura 2000 esistenti, con una protezione rigorosa per le aree ad altissima biodiversità e valore climatico.
  • Un piano dell’UE per il ripristino della natura : una serie di impegni e azioni concreti per ripristinare gli ecosistemi degradati in tutta l’UE entro il 2030 e gestirli in modo sostenibile, affrontando i fattori chiave della perdita di biodiversità.
  • Una serie di misure per consentire il necessario cambiamento trasformativo : mettere in moto un nuovo quadro di governance rafforzato per garantire una migliore attuazione e monitorare i progressi, migliorare la conoscenza, i finanziamenti e gli investimenti e rispettare meglio la natura nel processo decisionale pubblico e aziendale.

Misure per affrontare la sfida della biodiversità globale , dimostrando che l’UE è pronta a dare l’esempio verso l’adozione di successo di un ambizioso quadro globale sulla biodiversità ai sensi della Convenzione sulla diversità biologica.   

 

Info : Strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020

L’Unione Europea sempre pronta a proteggere la biodiversità

La diversità biologica, o biodiversità, è il termine scientifico per la varietà della vita sulla Terra. Non si riferisce solo alle specie, ma anche agli ecosistemi e alle differenze di geni all’interno di una singola specie. Ovunque sul pianeta, le specie vivono insieme e dipendono l’una dall’altra. Ogni essere vivente, compreso l’uomo, è coinvolto in queste complesse reti di relazioni interdipendenti, chiamate ecosistemi.

Ecosistemi sani puliscono la nostra acqua, purificano la nostra aria, mantengono il nostro suolo, regolano il clima, riciclano i nutrienti e ci forniscono cibo. Forniscono materie prime e risorse per medicinali e altri scopi. Sono alla base di tutta la civiltà e sostengono le nostre economie. È così semplice: non potremmo vivere senza questi “servizi ecosistemici”. Sono ciò che chiamiamo il nostro capitale naturale.

La biodiversità è l’indicatore chiave della salute di un ecosistema. Un’ampia varietà di specie resisterà meglio alle minacce rispetto a un numero limitato di esse in grandi popolazioni. Anche se alcune specie sono influenzate dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici o dalle attività umane, l’ecosistema nel suo insieme può adattarsi e sopravvivere. Ma l’estinzione di una specie può avere impatti imprevisti, a volte precipitando nella distruzione di interi ecosistemi. 

La diversità europea è unica, ma la perdita di biodiversità è accelerata a un livello senza precedenti in Europa e nel mondo. È stato stimato che l’attuale tasso di estinzione globale è da 100 a 1000 volte superiore al tasso naturale.  In Europa circa il 42% dei mammiferi europei è in pericolo, insieme al 15% degli uccelli e al 45% delle farfalle e dei rettili. Per elencare solo alcuni esempi, la volpe artica, la lince iberica e lo scoiattolo rosso sono tutti seriamente minacciati.

 

Per saperne di più: https://ec.europa.eu/environment/nature/biodiversity/strategy/index_en.htm

Premio Marcello La Greca “Grifone D’Argento 2019” ad Edo Ronchi

“Non so se siamo consapevoli del cambio epocale che sta avvenendo: non è un momento qualsiasi, è segnato dalla più grave crisi della storia dell’umanità”. Così ha esordito il professore Edo Ronchi prima di ricevere il premio assegnatogli, giunto alla IX^ edizione, ribadendo che l’umanità non ha avuto a che fare con eventi simili lungo tutta la propria storia, “una crisi incomparabile, perché mai l’umanità si è misurata con una crisi ecologica comparabile a quella che viviamo in questa nostra epoca, cioè, la crisi climatica.” Ronchi ritiene che il genere umano non sia ancora del tutto consapevole di quanto sta accadendo intorno a noi “la percezione che abbiamo di questa crisi, non corrisponde alla sua gravità, altrimenti la politica e le nostre azioni, non seguirebbero le priorità attuali. Ogni tanto ce ne accorgiamo che possa esistere anche una crisi climatica, ad esempio una allerta rossa: certi eventi atmosferici estremi, ormai sappiamo che sono accaduti, stanno accadendo,potrebbero accadere di nuovo per cui siamo impauriti al solo pensiero che un evento possa accadere, diamo l’allerta rossa e si sistema tutto. 20 o 30 anni fa eventi di questo tipo non erano conosciuti, era ieri. In pochi decenni, la crisi climatica, sta molto rapidamente peggiorando.” Ronchi ha anche ricordato quanto l’essere umano possa essere “metereopatico”, visto che sempre più spesso calcoliamo ogni nostra azione in base al tempo meteorologico. Il professore lo spiega così:” la nostra specie si è evoluta, col tempo meteorologico che cambia. Per noi il cambiamento del tempo, è connesso alla nostra esperienza umana, non avvertiamo il cambiamento del tempo come un pericolo grave:alcuni studiosi hanno fatto il paragone con la rana(povere rane, chissà quello che hanno dovuto subire per fare “studiare” gli umani, ndr.). Le rane solitamente si sono evolute in specchi d’acqua piccoli dove le variazioni della temperatura sono piuttosto elevate, l’acqua quando è poca si scalda molto e si raffredda molto, si verifica un’escursione termica elevata. La rana, non avverte il cambiamento di temperatura come pericolo. Noi capiamo che qualcosa non va nel clima, quando ci lasciamo andare ad affermazioni del tipo ” non sono più le stagioni di una volta”, “queste ondate di calore così frequenti”, però, la nostra percezione del livello di priorità del pericolo, non corrisponde al livello di percezione tecnico-scientifico di questo pericolo. Da qui l’importanza della scienza e della conoscenza, l’importanza e anche grande aiuto che ci danno entrambe.” E’stato un intervento veramente ricco di spunti e di riflessioni, quello del presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, oltre che valente studioso dell’ambiente. Vi rimando, dunque, al video che potrete ascoltare e vedere sulla nostra pagina Facebook Radio Lontra Siracusa, ringraziando per questa possibilità gli amici dell’Ente Fauna Siciliana della sezione di Noto(SR).

Siracusa risponde presente al “Friday for Future”

Mille persone hanno preso parte il 27 settembre 2019 anche a Siracusa alla manifestazione svoltasi in circa 180 paesi del mondo, per protestare contro i troppo repentini cambiamenti climatici causati dall’incuria dell’uomo. Grazie all’impegno di Greta Thumberg, la giovane sedicenne svedese che ha saputo aprire gli occhi dei governanti mondiali e della stessa opinione pubblica del pianeta manifestando da sola davanti al suo parlamento, anche la città di Aretusa ha risposto in un modo impensabile fino a poco tempo fa. In effetti 1000 persone presenti ad una manifestazione di piazza a Siracusa, soprattutto studenti delle scuole di ogni ordine e grado insieme agli studenti universitari, non si vedevano da tempo immemorabile. In tanti si sono “divertiti” soprattutto sui social, ma purtroppo per loro lo fanno ancora, a bollare l’impegno di Greta e dei giovani che la seguono ormai in ogni parte del mondo come semplice strumentalizzazione di chissà quali forze occulte che vorrebbero sovvertire l’ordine mondiale servendosi di questi giovani, i quali con il loro ardore stanno cercando di aprire i nostri occhi di adulti sulla imminente catastrofe climatica che potrebbe colpirci in qualunque momento, se da subito, non correremo ai ripari con politiche più attente alla salvaguardia di Gaia, la nostra madre Terra. Mi è dispiaciuto un po’ che nel corso delle manifestazioni in giro per il mondo non si sia fatta menzione dei diritti degli animali, dei soprusi, uccisioni e maltrattamenti che sono costretti a subire ogni giorno in tutti gli angoli del globo. Speriamo solo che in occasione delle prossime iniziative di “Friday for Future”, venga spesa qualche parola per i nostri piccoli amici senza distinzione di specie o famiglia del grande mondo degli animali. Se sarà necessario, con questo blog e nel corso delle manifestazioni future nel capoluogo siracusano, faremo notare che anche gli animali sono cittadini di questo nostro mondo.